Di cosa si tratta

 titolo di approfondimento sull’argomento, riportiamo un brano tratto da una presentazione della ns. attività ad una primaria società di leasing italiana (marzo 2005).

Il leasing è arrivato in italia alla fine degli anni ’60.

Per circa 30 anni è cresciuto con incrementi percentuali annui a doppia cifra poi nel mercato domestico sono accaduti 5 fatti importanti:

 

  • regolamentazione fiscale: testo unico e norme antielusione;
  • vigilanza banca d’italia e uic: antiriciclaggio e trasparenza;
  • nuova legge bancaria;
  • processo di concentrazione bancaria e relative fusioni tra istituti di credito;
  • da mercato di domanda a mercato di offerta.

 

I primi 2 punti li rimandiamo ad altra sede; a noi interessano gli ultimi 3 attraverso le seguenti 4 riflessioni di carattere tecnico-commerciale.

1) Con la nuova legge bancaria il settore parabancario si sovrappone parzialmente a quello bancario tradizionale.
Le fusioni tra banche anche di medie dimensioni creano duplicazioni di strutture.
La locazione finanziaria tradizionale viene offerta anche affiancando altre forme di finanziamento all’impresa attraverso un modello distributivo di tipo misto: sportello e agenti/promotori.
Le reti agenziali delle società di leasing più attrezzate non sempre assicurano una professionalità capace di affrontare lo sviluppo di “nuovi contratti evoluti”.

2) Una scomposizione:
per lo “small ticket” il servizio tende ad essere standardizzato anche attraverso il web e procedure automatiche di credit scoring;
il leasing auto è aggredito dalle società “captive” delle case automobilistiche;
il leasing immobiliare consente performance importanti quantitative e qualitative, perché è ancora fiscalmente protetto;
chi perde in efficienza sono i fornitori/vendor, che non possono ottenere una competenza specifica dalle reti distributive del “servizio”.

3) La locazione finanziaria “tradizionale” è un prodotto maturo; i nuovi principi contabili dei regolamenti ias non la mettono al riparo dalla concorrenza di prodotti ancor più “tradizionali” (mutui) che ne condividono il modello distributivo (rete bancaria).
Il mercato del leasing ha raggiunto volumi importanti, ma destinati a crescere a ritmi inferiori a quelli degli ultimi anni; è un mercato iper competitivo, con spread in diminuzione.
Le società devono sviluppare volumi annui sempre crescenti per sostenere strutture operative spesso non proporzionate ai risultati economici; gli operatori del settore devono pensare a nuove “offerte”, a nuove specializzazioni, seguendo l’esempio di altri paesi.

4) Esiste una nicchia nel mercato del leasing (dove operano società specializzate nel “vendor financing o vendor service”) che conta pochissimi attori (per la maggior parte società estere) e dove, a causa della scarsa concorrenza, si hanno elevati margini di sviluppo sia in termini di volumi che, soprattutto, in termini di redditività.

Servizi offerti

Leasing Finanziario

Locazione Operativa

Acquisto Pro-Soluto

  • di crediti relativi a contratti di locazione stipulati dal produttore
  • i contratti di locazione stipulati dal produttore

Offerta Dedicata

Procedura “offerta dedicata” agli enti pubblici con partecipazione diretta ai bandi gara

Supporto

Supporto della rete di vendita con consulenza, aggiornamento e presenza nelle visite presso i clienti più significativi

Finanziamenti

Outsourcing amministrativo

Parziale o totale, da studiare in funzione al servizio che è stato scelto dal cliente

Leasing & Vendor Service

A titolo di approfondimento sull’argomento, riportiamo un brano tratto da una presentazione della ns. attività ad una primaria società di leasing italiana (marzo 2005).

Il leasing è arrivato in italia alla fine degli anni ’60.

Per circa 30 anni è cresciuto con incrementi percentuali annui a doppia cifra poi nel mercato domestico sono accaduti 5 fatti importanti:

 

  • regolamentazione fiscale: testo unico e norme antielusione;
  • vigilanza banca d’italia e uic: antiriciclaggio e trasparenza;
  • nuova legge bancaria;
  • processo di concentrazione bancaria e relative fusioni tra istituti di credito;
  • da mercato di domanda a mercato di offerta.

 

I primi 2 punti li rimandiamo ad altra sede; a noi interessano gli ultimi 3 attraverso le seguenti 4 riflessioni di carattere tecnico-commerciale.

1) Con la nuova legge bancaria il settore parabancario si sovrappone parzialmente a quello bancario tradizionale.
Le fusioni tra banche anche di medie dimensioni creano duplicazioni di strutture.
La locazione finanziaria tradizionale viene offerta anche affiancando altre forme di finanziamento all’impresa attraverso un modello distributivo di tipo misto: sportello e agenti/promotori.
Le reti agenziali delle società di leasing più attrezzate non sempre assicurano una professionalità capace di affrontare lo sviluppo di “nuovi contratti evoluti”.

2) Una scomposizione:
per lo “small ticket” il servizio tende ad essere standardizzato anche attraverso il web e procedure automatiche di credit scoring;
il leasing auto è aggredito dalle società “captive” delle case automobilistiche;
il leasing immobiliare consente performance importanti quantitative e qualitative, perché è ancora fiscalmente protetto;
chi perde in efficienza sono i fornitori/vendor, che non possono ottenere una competenza specifica dalle reti distributive del “servizio”.

3) La locazione finanziaria “tradizionale” è un prodotto maturo; i nuovi principi contabili dei regolamenti ias non la mettono al riparo dalla concorrenza di prodotti ancor più “tradizionali” (mutui) che ne condividono il modello distributivo (rete bancaria).
Il mercato del leasing ha raggiunto volumi importanti, ma destinati a crescere a ritmi inferiori a quelli degli ultimi anni; è un mercato iper competitivo, con spread in diminuzione.
Le società devono sviluppare volumi annui sempre crescenti per sostenere strutture operative spesso non proporzionate ai risultati economici; gli operatori del settore devono pensare a nuove “offerte”, a nuove specializzazioni, seguendo l’esempio di altri paesi.

4) Esiste una nicchia nel mercato del leasing (dove operano società specializzate nel “vendor financing o vendor service”) che conta pochissimi attori (per la maggior parte società estere) e dove, a causa della scarsa concorrenza, si hanno elevati margini di sviluppo sia in termini di volumi che, soprattutto, in termini di redditività.